Trullo Sovrano - Cronografia di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Trullo Sovrano

I Monumenti
Situato a nord del paese, alle spalle della Chiesa dei Santi Medici, rappresenta il più avanzato esempio di trullo disposto su due piani. La maestosa cupola conica, alta circa 14 metri, si erge imponente al centro di un gruppo costituito da dodici coni. E' stato costruito nella prima metà del settecento per conto della famiglia benestante del sacerdote Cataldo Perta. Questo nome è citato in un importante documento
notarile del 15 aprile 1797, proprio in relazione ad alcune modifiche apportate alla casa, non conforme alle prescrizioni dettate dai feudatari, che a quanto sembra, esercitavano un controllo sulle abitazioni. Il succedersi degli avvenimenti ha impedito che le imposizioni del Feudatario avessero corso e pertanto la
facciata del Trullo Sovrano si può con sicurezza datare al 1797 o al massimo al precedente anno.  Il maestro murario, rimasto ignoto, pur rispettando fedelmente gli antichi vincoli imposti dalle disposizioni della famiglia Acquaviva, ha adottato delle soluzioni costruttive uniche che fanno di questo edificio la più avanzata e mirabile interpretazione dell'architettura a Trullo [201]. Il Trullo Sovrano è, dunque, un edificio di transizione che preannuncia il mutamento generale della tecnica di costruzione dei trulli. Il termine "Sovrano" è stato coniato dal Notarnicola, sostituendo l'antico toponimo Corte di Papa Cataldo, che si riferiva all'intero vicinato.

L'edificio, a livello costruttivo, presenta un ingresso padronale rivolto a sud, inserito in un grande timpano di facciata, e formato da un arco sulla cui lunetta è dipinta una scena del Calvario, riconducibile alla prima metà dell'Ottocento. Due spioncini, al lato della porta, servivano sia per riconoscere un ospite gradito sia per colpire con una fucilata un malintenzionato. Al suo interno, superata la piccola stanza da letto sulla sinistra, si accede all'ampio vano d'ingresso, coperto da una volta a crociera, sorretta da una successione di piccoli archi a tutto sesto, addossati a due muri perimetrali. Tali archi neutralizzano la spinta laterale della volta e scaricano il peso della struttura sui muri di sostegno. Da questa stanza si accede all'ampia cucina, comunicante con il rinnovato giardino. Una porta sulla sinistra immette ai locali che costituiscono il primo nucleo abitativo, attorno al quale è stata edificata tutta la restante struttura. Sulla volta della sala d'accesso é stata imposta la copertura a trullo, il cui volume costituisce il primo piano, utilizzato come camera per gli ospiti o come luogo destinato alla tessitura. La scala, che conduce a questo ambiente, è stata ricavata nello spessore murario.
Il Trullo Sovrano, dotato di diversi ingressi, era composto, prima del recente smembramento, da dodici ambienti. Questi fornivano all'abitazione una considerevole ricettività. Lo spazio di tali vani era ulteriormente dilatato dall'apertura di nicchie e stipi che, ricavati nello spessore murario e muniti di ripiani, una volta murati, diventavano nascondigli particolarmente utili nel periodo del brigantaggio. Prima degli anni novanta la proprietà era suddivisa in circa 15 eredi. Dopo un lungo ed estenuante lavoro di convincimento la proprietà è rimasta unica, per cui si è potuto procedere, nel 1993, ad un restauro attento e meticoloso portando il monumento ai fasti iniziali. Attualmente è adoperato come spazio espositivo in occasione di mostre temporanee o per incontri culturali [202]. Il Trullo Sovrano con Casa d'Amore e altri trulli di pregio é Sito UNESCO dal 1997.
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