L'origine del nome - Cronografia di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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L'origine del nome

Leggenda e Soria
ual'é la prima denominazione di Alberobello? Silva Arboris belli? Silva Alborelli? Silva aut Nemus Arboris Belli? Tutti coloro che ancora condividono la tesi ingenua e indeterminata, espressa in forma dubitativa, dal nostro primo storico Pietro Gioia, dovrebbero 
aggiornarsi sui documenti autentici e probanti. La denominazione originaria della Selva era "Silva Alborelli", come risulta dal più antico documento autentico, a conoscenza degli studiosi, e cioè il Diploma d'investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto Conte Giuliantonio I, l'eroe di Otranto, furono assegnati al figlio Andrea Matteo illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli, Reg. Privil. FoI. 32 e 59, VoI. 39, e riportato nel testo integrale, a pag. 319 della pregevole Storia di Conversano, si legge testualmente, "Silva Arboris belli in provincia nostra Terra Bari" [180].
Tale denominazione è confermata da un altro documento autentico, di oltre tre secoli dopo, e cioè dal controricorso presentato, nell'aprile 1797, dal difensore del Conte Giuliantonio IV contro il ricorso del dotto Antonio 
Sancio, difensore della popolazione di Alberobello. Nel detto contro ricorso si legge testualmente: "Coll.'investitura dello stato di Conversano conceduto ai Maggiori dai Serenissimi Predecessori Regnanti di questi Regni, fu conceduta la difesa di d°. Alborebello, allora denominata Silva Alborelli".
E ancora un'altra prova indiretta: Alborelli era anche denominata un'altra selva del feudo di Mottola, come c'informa lo stesso storico Pietro Gioia. E allora, se nel nome originario di Alborelli mancano le sillabe finali belli, automaticamente vengono a cadere tutte le congetture etimologiche sull'Albero della guerra! Alborelli è diventata Alberobello, attraverso trasformazioni ortografiche, che hanno tutte per radicale arbor, per la bellezza della Selva, all'epoca in cui tutto il territorio era coperto di querce maestose, che invogliarono Giangirolamo II a prediligerla per i suoi diporti venatori.
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