Palladia - Cronografia di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

Patroni di Alberobello
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Centro Studi Internazionali Pierre Julien
titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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COMITATO FESTE PATRONALI ALBEROBELLO - SITO UFFICIALE
ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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lluminante è l'episodio della nobildonna Palladia, elevata per censo, che viveva poco lontano da Egea. I genitori e le persone che ebbero cura della sua educazione non trascurarono nulla per coltivare in lei le felici inclinazioni che la grazia le aveva dato; non fu difficile guidare sulla strada delle virtù il giovane cuore che ne conteneva di già tutte le preziose sementi.

Le sue elemosine erano copiose nelle feste solenni e trattava con dolcezza e generosità i suoi domestici. Aborriva tutto ciò che poteva essere in urto con la buona educazione e l'onestà. Soffriva pazientemente di emoroissia, ossia di flussi di sangue. Sopportava la gravità del dolore con riserbo, sebbene ne cercasse la guarigione. I medici che la visitarono non trovarono il rimedio e per i numerosi consulti ella dissipò i suoi averi. Quando i farmaci provati risultarono impotenti e i dottori dichiararono che ella non poteva essere liberata senza un miracolo, cercò in Dio il sostegno e il Signore ricolmò di amore cristiano il suo cuore e la mise sulla strada di Cosma e di Damiano.
I due giovani si premurarono, appena appresero la sua sofferenza, di farle riacquistare la salute. Cosa avrebbe potuto dare in cambio se non possedeva nulla? Pensò di regalare loro tre uova, ma essi non le accettarono, rispettavano un patto: non prendere mai alcun compenso.

La giovane donna rincorse Damiano che si manteneva distante dal fratello che lo precedeva. Alla fine, dapprima respinte, poi insistentemente ripresentate, Damiano le accolse e riferì l'accaduto. Il fratello andò su tutte le furie; irato, gli gridò la sua disapprovazione e non volle che lo seguisse più, anzi giurò che se mai sarebbero morti insieme non avrebbe gradita la sua vicinanza.

Il dissapore non si placò e quando entrambi vennero decapitati, gli astanti pensarono bene di non seppellirli vicini, conoscendo la volontà di Cosma; ma miracolo dei miracoli, intervenne un cammello che, parlando, li invitò a non tener conto del disappunto ch'era sorto. Il cammello parlante, che era stato precedentemente guarito, sciolse l'abiura [5].

Il miracolo è stato illustrato dal Beato Angelico [79]


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