Nicola Agrusti - Cronografia di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Nicola Agrusti

sindaco di Alberobello
di Roberta Manfredi (114)

asce ad Alberobello l’11 dicembre 1845 da Costantino Agrusti, noto per aver cercato di 
allontanare i briganti nei loro svariati tentativi di assaltare l’abitato di Alberobello. Nicola si distingue sin da giovane per il suo ingegno nello studio e per le sue spiccate doti e la sua curiosità. Studia presso il collegio di Conversano, guidato da Monsignor Domenico Morea e, successivamente, si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli, dove consegue la laurea a pieni voti il 6 settembre del 1871. Ritorna ad Alberobello per esercitare la professione di medico ma ben presto viene coinvolto nelle questioni della vita politica e, conseguentemente, eletto sindaco all’età di 33 anni, per ben 11 anni, dal 1878 al 1889, a capo del partito Progressista. Nonostante la sua giovane età e la sua inesperienza, Nicola Agrusti si rivela un uomo politico molto attento al bene della sua città e al suo miglioramento. Egli infatti durante il suo mandato si occupa del risanamento igienico del paese, di un servizio di raccolta dei rifiuti urbani solidi e liquidi e
 
dell’illuminazione delle aree più buie. Inoltre si occupa di una sistemazione delle strade con marciapiedi e livelli, lastrica la parte che da Largo Martellotta porta nella zona dei trulli e fa realizzare una grande cisterna per la raccolta dell’acqua, sempre in Largo Martellotta. Nel 1879 il sindaco Agrusti si impegna in prima persona per la questione relativa all’annessione della frazione Coreggia al territorio di Alberobello. La Frazione, infatti, faceva parte del territorio di Monopoli, se pur distante da questo oltre venti chilometri. Gli abitanti della Coreggia firmano una petizione per manifestare la loro volontà di essere annessi ad Alberobello (distante solo due chilometri), sia per i legami di parentela che avevano instaurato inevitabilmente con gli alberobellesi, sia per la vicinanza territoriale che avrebbe reso più semplici le questioni di carattere burocratico. In realtà era premura del Comune di Alberobello che l’annessione della Coreggia fosse effettivamente compiuta, principalmente per estendere l’esiguo territorio di Alberobello rispetto a quello dei paesi limitrofi. La questione relativa all’annessione della Coreggia sarà poi conclusa durante il mandato del successivo sindaco, il cavaliere Angelo Turi. Nicola Agrusti però è anche appassionato di letteratura e di arte e da ciò si evince la sua predilezione per Antonio Curri, tanto da commissionare al noto architetto e amico il progetto per la facciata e l’ampliamento della chiesa parrocchiale, un nuovo cimitero monumentale e il piano regolatore per la città. Nicola Agrusti, infatti, aveva a disposizione una discreta somma di denaro pubblico, proveniente dall’abbattimento di un abbondante numero di alberi di quercia di proprietà comunale. In realtà questi tre progetti non saranno portati a termine per intero, in quanto successivamente risultarono abbastanza onerosi. Infatti, la nuova maggioranza, succeduta all’amministrazione del sindaco Agrusti, in seduta consiliare del 28 luglio 1892, manifesterà il proprio disappunto per i costi eccessivi delle opere e per la loro incompiutezza. Della chiesa parrocchiale, infatti, era stato concluso soltanto il prospetto; del cimitero solo la cappella e il colonnato; infine il piano regolatore previsto da Antonio Curri sconvolgeva di gran lunga l’assetto delle strade e non viene affatto avviato.

Sicuramente tra Antonio Curri e Nicola Agrusti vi era una stima profonda e reciproca, e ciò si nota non solo dalla scelta di Agrusti di aver affidato a Curri quei lavori di grande prestigio per la città di Alberobello, ma si evince anche dalle decorazioni interne di Palazzo Agrusti (di sua proprietà), in Piazza Di Vagno. Gli affreschi del palazzo, infatti, sono stati realizzati ad opera di Salvatore Cozzolino e Luigi Fabron,artisti napoletani del tempo, ben noti a Curri, sicuramente giunti ad Alberobello grazie alla conoscenza e all’ausilio dell’architetto stesso.

Nicola Agrusti muore nella sua città nel 1929.


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