L'incidente dell'auto - Cronografia di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

Patroni di Alberobello
Patroni di Alberobello
Centro Studi Internazionali Pierre Julien
titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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COMITATO FESTE PATRONALI ALBEROBELLO - SITO UFFICIALE
ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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curva di viale alberato
na signora di buon cuore di un paese contermine ad Alberobello, percorrendo nel cuore della notte una strada poco frequentata, per una distrazione finì in una scarpata. L'auto si arrestò contro un albero e nell'urto entrambe le portiere si bloccarono. Per quanti sforzi ella facesse, non le fu possibile venire fuori e, intanto, la preoccupazione cresceva per i suoi cari che erano all' oscuro del suo incidente. Tentò il contatto con il cellulare, ma non le fu di aiuto, era scarico. Di tanto in tanto, ella sollevava lo sguardo verso la strada nel tentativo di scorgere qualcuno che potesse intervenire per toglierla da quell'impaccio. Saltuariamente i fari di auto in corsa schiarivano la cupa oscurità. Gli occhi erano costanti sull' orologio. L'avanzare delle ore accresceva ancor piu il suo timore: sarebbe rimasta lì, in macchina e in quella posizione fino all' alba, allorquando qualcuno l'avrebbe scorta, forse, attraverso la lettura delle tracce e dei rami spezzati. Si rassegnò e senza indugio iniziò a pregare e invocò i Santi Medici. La notte era ormai fonda e, mentre gli occhi i chiudevano, scorse la luce dei fari di un'automobile che si proiettava verso il sottostante e scosceso terreno, dov'ella era inattiva.


Due giovani ben vestiti, si accostarono alla macchina, rassicurarono la donna e, in men che non si dica, la estrassero fuori senza alcuno sforzo.

Incoraggiata dalle calde voci dei suoi salvatori, si lasciò andare nella descrizione di quello che le era accaduto, di come aveva cercato di controllare il mezzo che la trascinava nel precipizio e di essersi alfine rassegnata e votata alla preghiera. Dopo aver espresso a caldo il tutto, si presentò ai due giovani e altrettanto fecero anche loro. "lo mi chiamo Damiano", disse quello alla guida; "E io sono Cosimo", concluse l'altro. Damiano, che era intento a guidare, le chiese dove avrebbe preferito essere accompagnata. Lei lo pregò di lasciarla nel primo paesino che di lì a poco avrebbero attraversato e preferibilmente nei pressi di una cabina telefonica da cui poter avvisare i propri cari.


I due, oltremodo gentili e disponibili, dissero che l'avrebbero portata direttamente a casa. Lei, che si sentiva tanto in colpa per averli incomodati in un' ora insolita della notte, si schernì dicendo che sarebbe stata ugualmente soddisfatta di essere lasciata nel paesino appena illuminato e che ormai mostrava le prime case.

I fratelli insistettero per accompagnarla nela sua città e lei felicemente si arrese. In macchina continuarono a parlare del piu e del meno, finché si arrestarono davanti alla casa della donna, la quale li ringraziò e, tutta felice, li salutò con quel calore che solo chi si trova in difficoltà sa esprimere.

Mentre inseriva la chiave nella toppa, pensò: "Perchè non li invito in casa e offro loro qualcosa?". Di scatto si girò per indurli ad accettare, ma... i due e il mezzo s'erano all'istante dissolti.



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