Pietro Campione - Cronografia di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Pietro Campione

politico
Creato: sabato 16 Luglio 2016 10:31 | Ultima modifica: sabato 16 Luglio 2016 10:55 | Pubblicato: sabato 16 Luglio 2016 11:15 |  
a Bari si stabilì in Alberobello e per 50 anni fu leader politico. Organizzò i contadini, gli operai e gli impiegati in un grande circolo, il Circolo del Popolo, e ne fu guida, battendosi per le loro rivendicazioni. Benevolo con tutti, pretese per le sue numerose iniziative collaborazione. Dal suo Canto "Il Campione", composto il 20 ottobre 1942, evidenzia che il suo "cognome era superbo, il cuore grande, l'ingegno perspicace, la memoria ferrea, il pensiero
svelto, la parola libera, ... il carattere permissivo, la coscienza esemplare"; concluse "ci spezziamo, non ci pieghiamo". Non si piegò mai! La sua elezione a Sindaco seguì le dimissioni, stessa seduta, di Leonardo Salamida. Questi si disse di non essere all'altezza dell'incarico, nonostante i premurosi solleciti del Presidente del Consiglio a governare la cittadina. L’Amministrazione Campione nacque nel 1920, povera di bilanci, già immersa in difficoltà, create anche dall'opposizione. Nonostante tutto si elettrificò la Gareggia, furono moltiplicate le fontanine pubbliche, il centro del paese fu meglio rischiarato la notte, il nome di piazza del Popolo si affermò su quello della Vittoria, il nome di Vittorio Emanuele Il sostituì quello di corso Nazionale, si volle chiamare corso Trieste e Trento il lungo tratto di strada che conduceva verso la stazione, sottraendolo a via Regina Margherita, allora ben più estesa.
La nuova denominazione delle strade, sopprimendo i nomi di Casa Savoia, spinse i consiglieri comunali d'opposizione a disertare la sala consiliare per numerosi mesi (dal censimento del 1921, Alberobello risulta avere 6354 abitanti), sollecitati ad andarsene anche perché l'Amministrazione Campione tentò di elevare il Comune tra quelli di terza classe per avere un migliore introito del dazio (esosa tassa applicata su prodotti di largo consumo, vino, olio, grano, ... ); anche la maggioranza perdette quattro amministratori che, non condividendo il provvedimento, si dimisero subito; la sollevazione popolare si fece sentire, e altri due emigrarono nelle Americhe. L’iniziativa del Sindaco era tuttavia legittima, egli stava applicando la legge. La tensione, comunque, aleggiava nel piccolo paese. Nei giorni successivi, appena l'avv. Gaetano Re David terminò il suo comizio, si generò un corteo di giovani balilla seguiti dalla banda musicale che, attraversando diverse vie, stava raggiungendo piazza della Vittoria. Vollero impedire l'accesso; l'impedimento fece volare schiaffi e spintoni; comparvero mazze e sedie che ebbero parte preponderante durante la mischia, che alla fine contò numerosi feriti. Non fu un episodio isolato. La tensione tra le parti era appena sopita.

L’Amministrazione Campione, va precisato, fu attivissima: provvide ad ampliare il cimitero, ad avviare la costruzione dell'edificio scolastico, fu consegnato il macello comunale, vennero migliorate molte strade con marciapiedi e zanelle, in via Noci si realizzò il ponte in pietra, ... e innalzò il Monumento ai Caduti che scatenò l'acredine degli avversari politici. Il Prefetto, stanco, 1'11 maggio 1925 decretò la nomina del cav. Enrico Brescia a Regio Commissario; da allora i sindaci non esistettero più. S'era già nel pieno regime fascista. A firma del Segretario politico, figura egemone ormai, circolava un foglio, su cui era riportato: "Facciamo sapere all'Autorità [prefetto Garzaroli] che l'ex-Sindaco deve andar via da Alberobello entro le ventiquattr'ore! ". Va detto che Pietro Campione continuò a vivere in Alberobello, anzi continuò ad interessarsi del nostro paese, non ammainò mai lo stendardo dell'orgoglio, fino a quando non concluse la sua vita terrena 70 anni fa, 1° novembre 1945 [278].
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